Come tu mi vuoi di Volfango De Biasi recensione film

Come tu mi vuoi di Volfango De Biasi
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Scheda Autore
Gianx

Autore dal: 05 April 2008
Citta': Bra
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Data:09 April 2008  Autore:Gianx
Categoria:Film  Letture:388 Voto:
Come tu mi vuoi di Volfango De Biasi

Giada, bruttina ma studiosa e con una media invidiabile, scopre che ormai i suoi genitori non riescono più a mantenere i suoi studi nella capitale. La Giovane, decisa a non tornare a casa, si rimbocca le maniche e trova un lavoretto in una trattoria e offre ripetizioni. Incontra così Riccardo, un giovane "discotecaro" superficiale, ricco, deciso a passare l'esame di economia politica solo per accontentare il padre e partire per le vacanze con i suoi compagni di scorrerie notturne. Chiede ripetizioni a Giada, subito snobbata e derisa dal cugino, Loris, fatto con lo stampo di Riccardo, solo meno audace e meno fortunato con le donne. Giada, fiera oppositrice della "mercificazione" delle donne, dello stereotipo della donna oggetto sessuale, fa di tutto per non cedere alla cura del look ("solo la parola look mi fa venire voglia di vestirmi peggio!"). Insegue con tutte le proprie forze il desiderio di diventare assistente prima e insegnante poi all'università, ma anche presso questo importante istituto l'apparenza sembra farla da padrona. Il fulcro contenutistico del film: la bellezza è tutto, le qualità interiori e le conoscenze cedono il passo in ogni scenario all'aspetto estetico. "ciò che non è mostrato non esiste", principio basilare nello studio dell'impatto dei mass media ai giorni nostri. Riccardo per non pagare le ripetizioni e conservare meglio il "povero" budget concessogli mensilmente dal padre (mille euro al mese…) mostra falso interesse pur mal celando a tratti un pizzico di autentico trasporto emotivo. La giovane, illusa, scoprirà ben presto che i mondi a cui appartengono sono profondamente diversi e ciò che è peggio, quello a cui appartiene Riccardo è esattamente quello frivolo, classista, crudele che lei ha sempre disprezzato. Eppure, l'indole irreprensibilmente votata al contrasto con i falsi valori propinati dalla televisione, vacilla. La corazza viene scalfita, la curiosità e il desiderio di essere "come lui la vorrebbe" (ma anche come tutti la vorrebbero) hanno la meglio. Comincia una sorta di avvicinamento dei due pianeti, con un'aiutante insospettabile, Fiamma, amica snob di Riccardo, disillusa e annoiata dalla vita (che evidentemente le ha già offerto troppo). Come tu mi vuoi esprime concetti importanti: mercificazione, diffusione di stereotipi, il finto valore della bellezza, la necessità di corrispondere ad un modello estetico, quello imposto dai mezzi di comunicazione come la televisione, per sentirsi accettati in società. La mondanità, profondamente vuota e meschina ("la tua vita è incolore, inodore, insapore!"), contro l'intelligenza, la cultura, sfortunatamente impopolari e simbolo di emarginazione ("io almeno quando c'è il sole sorrido"). La sensazione che si prova dopo aver visto la pellicola, è che sia stata indicata una sorta di via di mezzo fra i due stili di vita. Per vero assaporando con attenzione, il retrogusto amaro arriva quasi subito. Dovrebbe trionfare il contenuto, invece la bilancia pende verso la scatola, nonostante non vengano nascosti i lati negativi che la scelta comporta. Buon esordio nel cinema per Volfango De Biasi, buona conferma di Vaporidis e della Capotondi. Apprezzabile soprattutto il risultato che si offre ad una duplice interpretazione, leggera o più profonda a seconda che si osservi la sola storia d'amore in stile "m'ama non m'ama" o le conclusioni circa i valori e lo stile di vita odierno. Positivo anche il leggero allontanamento, dai precedenti film generazionali di questi anni (notte prima degli esami, che ne sarà di noi…) grazie alla fotografia piuttosto credibile della realtà odierna che lascia spazio alla riflessione.. Anche gli altri attori sfoggiano una recitazione fresca e interessante (Niccolò Senni che ha già incontrato produzioni internazionali seppur con piccole parti, Giulia Steigerwalt). Ben "coltivati", potrebbero costituire un'ottima generazione di attori italiani, soprattutto considerando la giovane età e la gavetta fin'ora sostenuta.
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Autore: redazione
Blessing The Skies dei Axemaster. Originari dell'Ohio, gli Axemaster sono un gruppo oggi praticamente dimenticato dai più. Una band che non ha lasciato grossi ricordi quindi, complice sicuramente il fatto di non aver prodotto un'album realmente all'altezza del periodo.
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