Nascita e morte della massaia di Paola Masino Tanto è bello questo libro di Paola Masino intitolato ‘Nascita e morte della massaia’ e ora finalmente riedito, che ha suggerito un racconto. Una recensione in forma di racconto.
Olive Kitteridge di Elizabeth Strout Olive Kitteridge di Elizabeth Strout, il libro uscito per i tipi di Fazi Editore e destinato secondo la critica più autorevole a raccogliere la stessa popolarità di romanzi leggendari come Via col vento e il Vecchio e il Mare.
Quando ho avuto in mano questo libro (Mutae Divae), ho storto il naso vedendone il titolo, che mi ricordava più un manuale scolastico per il latino che una raccolta di poesie. Dell'autore nessuna notizia, né nelle bandelle, né sul retro, solo un esotico nome anglicizzante, Andy Violet. Ho cercato notizie su internet, e ho trovato un po' di tutto: un Andy Violet poeta c'è, ma ce n'è anche uno musicista, ed uno ceramista, un altro ancora, pare, fotografo. Che siano tutti la stessa persona mi pare sia pacifico, per quell'ombra gotica che attanaglia un po' tutte le cose che ho visto al suo riguardo. Mi convinco a leggere il libro, e resto sorpreso. L'amica che me lo aveva segnalato me ne aveva parlato come libro di poesia gay, ma l'omosessualità non mi sembra affatto al centro del libro, e comunque, mi è andata subito in secondo piano. Leggevo, e mi ritrovavo inceppato in accenti lirici scomposti, in cui spadroneggiano metafore ed analogie simboliste, e poco o nulla viene delegato alla mediazione della forma: sono liriche stonate, ritmate quasi più a buon senso che per intenso studio, come farebbe un musicista con l'orecchio assoluto. Andy Violet è un poeta di concetto, d'astrazione, a cui basta svuotare gli oggetti e le persone per renderle forme poetiche, corpi emozionali legati non a rotture, ma ad esitazioni metriche, come messaggi registrati sul nastro di una segreteria telefonica che annientano la capacità di capire e celebrano la capacità di sentire. Per fare questo, l'autore si serve di tutto: pezzi di testi classici, a partire dal titolo quasi lucreziano, turpiloqui e linguaggi settoriali, personaggi da nouvelle vague e paesaggi condensati, come visti dall'oblò di una nave. Su tutto, spiccano le poesie-lettere: Javier, Corrado, Vincent, Isabelle, poco importa se reali o fittizi, recitano fermi, come il polo di un disfacimento quasi totale dello scrittore, agiscono come statue di santi impassibili di fronte alle preghiere, fantocci da monologo o, se vogliamo, icone proiettive, un espediente necessario ad una comunicazione fittizia, ma non falsa, in cui il denudamento raggiunge quasi le ossa, proprio perché lo scoprirsi assume un senso nel momento in cui veniamo guardati, e Javier, Corrado e chi per loro non sembrano mai chiudere gli occhi. La poesia migliore di Mutae Divae si regge su questo dipolo indotto, sul riempimento dei vuoti con fantasmi poetici di grandezza forse a volte spropositata rispetto al talento dell'autore, ma che proprio rovinando su sé stessi feriscono per l'insormontabile inerzia da cui non riescono a liberarsi.
Mutae Divae di Andy Violet ed.Portaparole, ISBN 978-88-89421-47-5, costo 8 euro. Per ordini via posta info@portaparole.it