

Dizionario di letteratura a uso degli snob di Fabrice Gaignault
LifelongLearning è termine abusato ma pressoché inascoltato. Infatti, se non tradotto letteralmente, significa 'educazione degli adulti', una sorta di attività didattica permanente. Molto utile nella 'Semplicionia' odierna. Dove non solo gli studenti, ma ahimè, anche qualche insegnante, sembra disdegnare approfondimento e studio. Ed è un circolo vizioso quello innescato da certa infingardaggine di certi insegnanti, i quali sembrerebbero raccontarsela da circa 50 anni. Così il dantesco conte Ugolino, condannato a dividere la prigione e la morte per fame insieme ai suoi figli, diventa una sorta di malvagio Crono, mangiatore delle proprie creature. Si perde allora, nei meandri del sentito dire, oltre alla pagina forse più bella della letteratura di tutti i tempi restituita dall'immagine del 'fiero pasto' del conte Ugolino (l'arcivescovo Ruggeri), la sensibilità per la pagina scritta, insieme a certa sete di sapere e più ancora di 'sentire'. Pare invece ispirato al sapere un volume molto interessante, intitolato "Manuale di letteratura ad uso degli snob" edito da Excelsior 1881. Qui, lo si capisce dal titolo, il fine del potenziale lettore è tutt'altro che socratico. La lettura è semmai propedeutica al 'so tutto io'. Nel senso che – ben ce lo spiega il libro – lo snob letterario è colui che negherà sempre la superiorità dei classici assoluti, per decantare le lodi di emeriti sconosciuti delle lettere. E poco importa se la critica aveva liquidato i carneadi di turno per la scarsa qualità artistica delle loro opere. "Infondo, amava giustificarsi una delle scrittrici dell'affollato club degli snob – copyright è prima di tutto diritto di copiare". E questa è solo una delle brillanti battute che si possono trovare nella galleria, tutt'altro che scontata, offerta dal manuale. Snocciolando le pagine del libro, una dopo l'altra come fossero un canestro di ciliegie, si avrà quindi l'opportunità di apprezzare gli snob della letteratura molto più di quanto si potrebbe immaginare prima di averlo letto. Stanno infatti simpatici questi snob, sempre intenti a scovare qualche nuovo nome e con le antenne ben alzate, così da non smettere di studiare e di imparare (life learn education). Sempre meglio dei 'semplicioni' che vogliono Dante giustamente in cima alle classifiche, ma senza andare al di là della conoscenza sommaria e confusa della trama della Commedia. In fondo tra gli snob sta anche Arbasino "sorprendentemente cosmopolita a dispetto della provenienza dalla provinciale Italia". Così si legge nel manuale….anche se viene il dubbio, visto il planetario successo di Codice da Vinci e compagnia bella, che non lo siano soltanto gli italiani.