Quello che sento di Luca Lastilla Quello che sento di Luca Lastilla. Musica accattivante e parole significative: questo il mix del suo nuovo lavoro per arrivare al cuore della gente
Phonics - Demo Phonics. Recensione del primo demo della rock band veneta.
Artista : Fear Factory Tipo Album : Studio Pubblicazione : 2001 Durata : 43 min. e 13 sec. Dischi : 1 Tracce : 11 - 15 (la versione bonus contiene 4 tracce in più) Genere : Thrash/Industrial Metal Formazione :
I Fear Factory sono un gruppo Thrash/Industrial Metal, formatosi nel 1990 a Los Angeles. All'inizio della loro carriera erano più indirizzati verso un Death/Thrash Metal, per poi cambiare un poco il loro genere nei loro dischi a venire. Si sono infatti indirizzati di più sull'elettronica e sull'industriale, senza lasciare da parte la cattiveria che sprigionava il primo disco (ovvero Soul of a new machine). Sono stati un'ispirazione per molte band a venire,primi tra tutti i Machine Head. Il gruppo basa i testi su una passione/ossessione del cantante, ovvero "l'uomo contro la macchina", cito una frase del cantante,che si rifà a un loro disco di nome Obsolete, che è un vero e propio concept su queste tematiche : "Il concetto espresso attraverso questo album è che l'uomo è obsoleto. L'idea è ancora quella dell'uomo contro la macchina - l'uomo contro il sistema delle macchine... l'uomo contro il governo delle macchine. Il fulcro della storia era che l'uomo è obsoleto. L'uomo ha creato le macchine per rendere la sua vita più semplice ma, nel lungo periodo, lo renderanno obsoleto. Le macchine che ha creato ora lo stanno distruggendo. L'uomo non è il primo cittadino sulla terra". Da dire anche che vantano due ottimi musicisti,quali : Dino Cazares alla chitarra e Raymond Herrera alla batteria (il quale fa sentire vere e propie mitragliate di doppio pedale nelle canzoni,aspetto fondamentale della sonorità del gruppo). Dopo questa introduzione inizio a parlare dell'album vero e propio partnedo dalla prima traccia :
1)- What Will Become? : La canzone che da inizio all'album si presenta carica, con un bel sound di basso e dei tempi di doppio pedale notevoli e una batteria molto bella da sentire, in generale, bella la voce grintosa. Un buon inizio. 2)- Damaged : Penso sia la più conosciuta del disco, e ha un inizio elettronico davvero interessante, che si ripresenta durante la canzone,uscendo fuori nei momenti più appropiati. 3)- Digimortal : Questo pezzo è davvero bello, ci sono parti melodiche mischiate a parti dure, il tutto unito magistralmente, senza dimenticarsi un paio di spruzzi elettronici che ci stanno sempre bene. 4)- No One : Classica canzone in stile Fear Factory, poco da dire. 5)- Linchpin : Gran bel sound di chitarra. Altro da dire è inutile se non che anche la batteria fa un bell'effetto! 6)- Invisible Wounds (Dark Bodies) : Un pezzo molto tranquillo e melodico, che ci da una pausa dopo le mazzate prese ascoltando i 5 brani precedenti! Almeno per i prima 2 minuti, poi la tempesta torna a colpire ma per poco, infatti la pace ritorna quasi subito. Una bellissima canzone comunque. 7)- Acres Of Skin : Mitragliatore prego, il doppio pedale si fa sentire, e Herrera rimane sempre un grandissimo batterista. 8)- Back The Fuck Up : All'inizio ho pesato non fosse una canzone dei nostri beniamini perchè ha un inizio assai diverso dal solito, che si ripresenta anche pù avanti nella canzone, bello e, innovativo, d'altronde lo sono sempre stati! 9)- Byte Block : Vedi canzone numero 4. 10)- Hurt Conveyor : Un classico pezzo che presenta un muro sonoro indistruttibile. 11)- (Memory Imprints) Never End : Il pezzo finale del disco si presenta tranquillo, giusto giusto per chiudere il disco come si deve. Avendo la versione normale del disco non riesco a dirvi come sono le altre 4 tracce rimaenti. Comunque è un bel disco,ascoltabile e abbastanza originale come sempre. Sinceramente non è un capolavoro ma non ho trovato delle pecche.