Gli Inganni della Storia di Nerino Rossi Gli Inganni della Storia di Nerino Rossi. La storia non è mai scritta una volta sola. A volte è vera, a volte è verosimile, a volte è scritta in malafede o con pressappochismo o semplice scarsità di informazioni. Ma non mancano i casi di veri e propri falsi e omissioni.
Le piace Brahms? di François Sagan Le piace Brahms? E’ il romanzo dell’autrice di Bonjour Tristesse, François Sagan, la scrittrice mai realmente passata di moda i cui libri, che sono già classici, escono ora per i tipi di Longanesi. Paule è la protagonista del romanzo intitolato “Le piace Brahms” e alla quale la recensione si rivolge come fosse una lettera.
I vaccini dell’era globale di Rino Rappuoli e Lisa Vozza I vaccini dell’era globale di Rino Rappuoli e Lisa Vozza. Un libro sui vaccini e sulla loro storia che tenta di arginare l’ignoranza rispetto a un tema che continua a far discutere anche grazie alla manipolazione di certi studi che hanno messo in relazione vaccini e autismo.
La storia non è mai scritta una volta sola. A volte è vera, a volte è verosimile, a volte è scritta in malafede o con pressappochismo o semplice scarsità di informazioni. Ma non mancano i casi di veri e propri falsi e omissioni. E poi, si sa, la storia viene sempre scritta dai vincitori. Lo ricorda lo scrittore Nerino Rossi che, con il suo ultimo libro "Gli inganni della Storia" edito da Marsilio, abbandona i romanzi per tornare al suo mestiere di giornalista. Poiché cos'è, o dovrebbe essere il giornalista, se non colui che va alla ricerca del vero? Il libro, scritto in 120 pagine, scorazza, forse con troppa disinvoltura, fra 2mila anni di storia, segnalando un incredibile numero di falsi e di luoghi comuni che l'esploratore Rossi scopre e denuncia, attingendo da altri testi, documenti e, in qualche caso, anche a testimonianze personali. E' un libro che ci consegna una storia da riscrivere. Basta modificare il punto di osservazione e ci domanderemo per esempio chi era il colto e chi il selvaggio fra Gengis Khan e Carlo Magno? Scopriremo un Medioevo aureo e non buio e tenebroso, soldati piemontesi non meno feroci dei briganti meridionali, l'inutilità della prima guerra mondiale (L'Austria era già disposta a cedere Trento e Trieste), i massacri compiuti dagli italiani in Abissinia con l' utilizzo dei gas, la violazione di convenzioni internazionali al processo di Norimberga per arrivare ai giorni nostri ed alle false prove sull'esistenza di armi di distruzione di massa in Iraq. Il punto è –sostiene Nerino Rossi- che i falsi della storia sono difficilmente estirpabili "e abbiamo visto che molte sono le ragioni, ma la principale è che piacciono di più delle verità".
LA BUONA LEZIONE DI STORIA Il ricordo del professore di storia e filosofia del liceo classico Galvani di Bologna (Nerino Rossi è nato a Castenaso) è lo spunto del libro. Annota Nerino Rossi "Ci insegnò a diffidare di luoghi comuni, di credenze consolidate, di allusioni interessate, di fantasie elevate a verità. Ci presentò, svestiti, i grandi personaggi della storia, da Alessandro Magno a Messalina a Caracalla a papa Alessandro VI, da Cavour a Garibaldi ai Savoia. In alcuni casi ne uscimmo ammirati, in altri casi salutarmente scandalizzati". E'dunque un libro che educa all'arte del dubbio, specie quando si ha a che fare con la storia. Ed insegna a selezionarne i prodotti, a distinguere, a verificare. Poiché –è l'amara considerazione del libro- la storia si adatta ai tempi e si fa schiava dei padroni del momento. E aggiunge "i tempi e il luogo contano, eccome contano, se vogliamo formulare dei giudizi che abbiano un fondamento". Significativamente l'ultimo capitolo del libro si sofferma sull' "accelerazione della menzogna" dovuta allo sviluppo delle nuove tecnologie dell'informazione. Niente di nuovo, per carità poiché "la menzogna è nata con l'arrivo dell'uomo sul pianeta". Però la lettura del libro ci accende un segnale di allarme: gli inganni della Storia continuano.