Un accordo con la Electronic Arts (una delle più grande aziende statuinitensi produttrici di videogames , celebre per titoli come Nascar o The Sims) dà vita a "I Simpson- il gioco" per PC, Xbox 360 , playstation 3, Nintendo WII, psp, Nintendo DS , e stranamente anche per la vecchia ps2 Su ogni consolle di queste, il gioco sarà uguale per trama e impianto stilistico, ma diverso per trovate ed ovviamente per grafica. Finalmente, ad essere appagati da questo prodotto saranno due tipi di consumatori: - I Patiti dei Simpson, perché il gioco trasmette finalmente la carica surreale, comica e delirante del cartone, visto e considerato che è sceneggiato dal grande Groening Stesso - i videogiocatori classici, che si troveranno tra le mani un prodotto originale, fresco, divertente, e molto particolare. Posso dire senza dubbio che il più riuscito è quello per Xbox 360, di cui ho provato il demo, e ne ho riscontrato un'ottima grafica e giocabilità . Ma l'ho acquistato per Nintendo Ds (chè è l'unica consolle semi-moderna di cui dispongo) . Sicuramente la potenzialità del gioco, in questa consolle è ridotta (trattasi pur sempre di una consolle portatile con una potenza in fin dei conti limitata) eppure sui due schermi, e sul touch screen, il titolo analizzato regala una esperienza di gioco nuova, e molto considerevole. Per incominciare, è un gioco in perfetto stile plattform a scorrimento orizzontale (sebbene in qualche livello speciale il gameplay passa allo scorrimento verticale o addirittura al 3d). La grafica è curata, vivace, fluida nei movimenti (un po' meno nei comandi poco perfezionati) e curata nel dettaglio, in particolare gli sfondi: divertentissimi, e sempre ultra-citazionisti (come molto citazionista è il gioco di per sé, completamente imbottito di riferimenti – perlopiù ai classici videogame – da prendere in castagna talvolta il più vecchio dei retrogamer, non viene risparmiato proprio nessuno: addirittura street fighter o Sonic, ma anche i vecchi giochi dei simpson stessi ). Un motivo molto particolare, per cui un appassionato dei Simpson deve giocarci: il gioco contiene un inedito episodio, tra un quadro e l'altro prende vita una storia (come ho già detto sceneggiata dal Groening) che si sviluppa e fa da scheletro alla trama portante dei livelli; quindi le presentazioni ad inizio e fine dei quadri, sono veri e propri spezzoni di un episodio, appositamente creato per questo titolo; un episodio che non ha nulla da invidiare (in quanto a umorismo) ad una puntata per tv, con le voci originali (Tonino Accolla e compagnia varia).Un episodio a dire il vero speciale ed intricato (In cui la famiglia Simpson si renderà conto di essere un videogioco nelle mani di un giocatore) , come se si trattasse in uno speciale di Halloween. Un episodio che giustificherà (finalmente) i motivi dei quadri, dei nemici, e di tutto ciò che in un videogame necessità di essere giustificato. Per questo, grazie all'idea di una trama da cartone animato, il gioco tocca picchi di originalità innovativa. Per farvi un esempio, Homer e Bart dovranno affrontare il loro stesso creatore: Matt Groening dipinto come il più antipatico e miliardario dei soggettisti, vive in una villa che assomiglia al deposito di Paperon De Paperoni, e solo quando sarete riusciti a fronteggiare la sua armata di avvocati, vi scaglierà contro le sue più evolute creazioni : Zoidberg e Bender di Futurama. O Ancora: quando i Simpson si accorgeranno di essere protagonisti di una avventura sviluppata in un motore grafico, dovranno salvare i loro alter-ego in 8 bit, intrappolati in cassette del vecchio Nintendo, che ora, il pazzo produttore della Elettronic Arts vorrebbe distruggere in un inceneritore. Punto forte del gioco è il sonoro, i personaggi che guiderete sono tutti dotati di "Voce originale", parleranno con i nemici (molti sono inventati per l'occasione, altri sono classiche comparse dei cartoon come l'odioso avvocato dai capelli blu) e con gli amici (Burney, Apu, Lenny & Carl, Otto, Il ciccione dei fumetti, Boe, ralf, e molti altri…), il loro "parlare" (che spesso è monotono) è più precisamente uno sfociare di battute taglienti come se si stesse davvero sviluppando l'ennesimo episodio. I quadri vedranno l'intervento di diversi personaggi, spesso da alternarne l'utilizzo a pezzi. La cosa molto particolare è che sarà la trama dell'episodio a giustificare i poteri speciali della famiglia: Bart può usare la fionda, può planare con il mantello di Bartman ed usare un rampino Homer può gonfiarsi come un pallone per scagliarsi contro i nemici o gonfiarsi d'elio per volare Marge ha il potere di convincere la folla a seguirla (è con Marge, che spesso il gameplay diventa in 3d) Lisa con la mano di Buddha può lievitare e spostare gli oggetti. Un'altra particolarità di questo gioco, è che là dove ricalchi scene già viste perché comuni e tipiche di ogni videogioco, si prenderà in giro da solo. Ci sarà un intervento del ragazzo ciccione dei fumetti che vi farà notare di avere appena vissuto un clichè tipico da videogioco poco originale, clichè tra l'altro da collezionare. L'incipt di gioco non smette di rivelare sorprese, la demenzialità degli episodi si riproduce in stage che fanno il verso a classici come Frog e Space Invaders, una mappa vi permetterà di selezionare il quadro ma anche di dilettarvi con una caricatura di Tamagotchi chiamata Pet Homer, dove curerete il vostro cucciolo di Homer (ma si limita a gestire il suo umore e la sua fame) dandogli da mangiare e praticandogli il massaggio cardiaco qualora stia soffrendo un infarto. Non si può però, gridare al capolavoro. Si tratta sicuramente di un prodotto originale, nuovo, particolare e in grado di soddisfare diverse categorie di giocatori, ma i suoi difetti, se pur pochi si fanno sentire. I comandi innanzitutto non sono molto curati, le vite infinite e nessuna possibilità di Game Over lo rendono facile e corto (lo finirete in due settimane al massimo), e poi quando parliamo di Nintendo DS, parliamo soprattutto di Touch Screen: potenzialità sfruttata in maniera piuttosto misera, visto che con il pennino si spostano solo oggetti, si premono bottoni o si tirano leve. Nella sua originalità, o come dire nel suo umorismo che è in grado di far apparire nuovo un tipo di gioco solo perché con la citazione spaccia per innovativo qualcosa di classico (e lo fa benissimo), sembra quasi paradossale dover ammettere che c'è una certa monotonia, sebbene mai esagerata. Ma visto e considerato, che il gioco si aggira ad un prezzo che parte dai 20 e arriva al massimo 30 € (chi ve lo vende a più vi vuole fregare) " Simpson-il gioco " è un titolo che senza dubbio merita di essere provato.
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