Nascita e morte della massaia di Paola Masino recensione libri

Nascita e morte della massaia di Paola Masino
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Scheda Autore
olgam

Autore dal: 13 December 2007
Citta': Rimini
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Nascita e morte della massaia di Paola Masino
Tanto è bello questo libro di Paola Masino intitolato ‘Nascita e morte della massaia’ e ora finalmente riedito, che ha suggerito un racconto. Una recensione in forma di racconto.


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30 Giorni di Nave a Vapore di Lorenza Servetti recensione scritta da Giorgio Tonelli
Data:07 January 2010  Autore:olgam
Categoria:Libri  Letture:415 Voto:
Nascita e morte della massaia di Paola Masino

Si sa chi è il padre? Un funzionario l'aveva domandato alla collega di Elena. Da tempo ormai si era sparsa la voce di lei incinta e le chiacchiere che avevano sicuramente seguito la notizia dovevano essersi ormai esaurite. Gli strascichi di quelle chiacchiere, è evidente, avevano però concentrato l'attenzione su un'altra questione. Chi è il padre della bambina di Elena? E chissenefrega.....!!! E invece pare che negli uffici di via Garibaldi non si parlasse altro che di questo. Almeno stando alle voci riportate addirittura alla stessa Elena. "Vuoi ridere? – era stato l'incipit della conversazione nella quale la collega di Elena aveva riportato una delle tante voci che in quel periodo circolavano sul suo conto – Novelli si è piantato davanti alla mia scrivania, ha abbassato come al solito le spalle e cominciato a farfugliare qualcosa in un tono impossibile da percepire, decidendosi infine  a domandarmi se si sapeva chi era...insomma, si, chi era il padre della bimba che aspetti. Io – ha continuato a riportare fedelmente la donna – sono caduta dalle nuvole e ho puntualizzato che tu hai una casa e  un compagno da molto tempo e che per questo avete cercato una bambina". "Te ne sono molto grata" – aveva risposto Elena per nulla disturbata dalla voce riportata.

Ripensava piuttosto al libro che le era stato recapitato dal corriere la sera prima, e che non aveva potuto fare a meno di leggere d'un fiato. Era la riedizione di un libro semi dimenticato a firma di Paola Masino e si intitolava 'Nascita e morte della massaia'. La protagonista lamentava di essere stata  trasformata in un'apparenza. Sua madre aveva persino finto di essere sul punto di morire, tanto non sopportava di sapere la sua piccola adolescente costantemente rinchiusa in un baule pieno di ragni a divorare libri mentre, a sua volta, si lasciava colonizzare dai vermi che le erano cresciuti addosso, ricoverati tra i fitti peli che coprivano tutto il corpo della ragazza. Ella del resto non voleva saperne di uscire da quel baule che le consentiva di restare sveglia la notte mentre con una torcia seguitava a leggere i libri che preferiva. E tuttavia, un po' come la monaca di Monza, alla fine si era lasciata convincere ad uscire dal baule, piegando la sua alla altrui volontà. Aveva lasciato che la lavassero e la rilavassero per settimane intere prima di essere presentata in società e di fare morire di invidia tutte coloro che sino a quel momento si erano potute permettere di pensare a lei come a uno scarafaggio. E tuttavia quella metamorfosi al contrario non l'aveva lasciata meno turbata e inquieta del Gregorio Samsa raccontato da Kafka. Si era sentita infatti meno morta rinchiusa nel baule-bara che l'aveva contenuta in tanti anni piuttosto che tirata a nuovo e infiocchettata per essere esposta nel salotto buono della società. 

Il libro era finito tra le mani di Elena che l'aveva letto d'un fiato. C'era in quella storia qualcosa di familiare, come di chi divide con il protagonista più di una sensazione. Eppure Elena non disdegnava di agghindarsi ben bene per apparire in società, né desiderava presentarvisi nei giorni in cui stimava di essere decisamente brutta. Era vanitosa e perfino superba, sebbene non cattiva e non invidiosa. Per dirla francamente le apparenze le importavano a metà: non sopportava l'idea di uscire di casa struccata e senza abiti che la facessero sentire a suo agio ma non teneva in gran conto ciò che gli altri pensavano di lei. Paradossalmente invece la stima che aveva di sé era la sola cosa sulla quale contava davvero. E se guardandosi allo specchio spesso strizzava l'occhio a se stessa per quei piccoli trucchi che la facevano sembrare più bella, non avrebbe trovato altrettanto divertente l'essersi comportata in un modo contrario a quello che le dettavano i suoi principi morali. Pertanto trascorreva tanta parte del suo tempo, più che davanti allo specchio per imbellettarsi, a riprendere se stessa per questa o quella cosa che aveva fatto.

Ciononostante il fatto che alcune delle persone che di tanto in tanto frequentavano il suo posto di lavoro la ritenessero una poco di buono la faceva sorridere. Nella vita infatti le persone più care l'avevano sempre rimproverata per non riuscire mai ad assaporare il lato dolce della vita prima di aver trangugiato quello amaro.

Suo nonno non faceva che ripeterle che sin da bambina era sembrata piuttosto una vecchietta, sempre lì a preoccuparsi di tutto. In più mille notti si era svegliata in preda al delirio per l'incubo costante di aver tradito questo o quell'uomo, per essersi perduta nella comune volgarità del sesso senza amore. Finendo per giudicare se stessa poco interessante, persino terribilmente noiosa. Chissà invece nella mente di quegli uomini quanto movimentata e piena di intriganti avventure doveva apparire la vita di Elena. Quelle immagini finivano a loro volta per fare ritrovare ad Elena le inquietudini che, nonostante tutto, le erano state sempre care. Peraltro ad alimentare tali pensieri nella mente di gente che immaginava tanto mediocre doveva essere bastato poco: un po' di trucco, il colore dei capelli biondi, i tacchi alti,  ma non altissimi. Così aveva deciso di rimanere fedele a se stessa e ai propri sentimenti, rinunciando alla comunicazione con la parte mediocre del suo mondo. Della sua infelicità,colma però di passione per la vita, avrebbe trovato il modo di parlare con altri, pochi. Alcuni le avevano suggerito di parlarne con sua figlia. Eppure Elena non aveva mai riposto nella bimba che doveva nascere simili speranze. Né aveva mai pensato a lei come a qualcuno con cui poter condividere le indecifrabili passioni che aveva vissuto sola. Pensava che l'avrebbe messa al mondo e seminata di baci, dopo di che l'avrebbe guardata crescere come si guarda un fiore, avendo soltanto cura di non fargli mancare sole e acqua. E guardandosi bene dal volerla trasformare in un'apparenza. Tanto quel che un giorno avrebbero detto di lei non le sarebbe mai importato.
Piaciuta? | Scarsa > < Eccellente |


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Crash Contatto fisico di Paul Haggis. Drama 2004, vincitore di tre Premi Oscar nel 2006 (film, sceneggiatura originale, montaggio).
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