Tra le rovine di Christopher Woodward

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Autore : saramattioli
Pubblicata il : 18 November 2009


  
Profilo saramattioli
Sara Mattioli (1982) sta per laurearsi a Cesena presso la Facoltà di Architettura con una laurea sul possibile recupero degli Anfiteatri romani. Collabora con alcuni studi tecnici ed è risultata finalista nel concorso ‘Nuove identità per il centro storico di Cesena’ al quale ha partecipato con un lavoro intitolato ‘Itinerari di pietra’.

Tra le rovine di Christopher Woodward

Premono sui nostri ricordi come irraggiungibili miraggi le rovine raccontate da Christopher Woodward nel volume uscito per i tipi di Guanda "Tra le rovine".

Così quello riportato dal libro non è un semplice viaggio attraverso le rovine dei monumenti, quanto piuttosto il racconto indiretto di esperienze vissute da altri, illustri viaggiatori. Il volume è infatti animato dall'evocazione di scrittori che attraverso le loro pagine hanno saputo restituire la sensazione di un rapporto privato con le rovine dei monumenti legati all'immaginario collettivo.

Da Charles Dikens, che descrive il Colosseo come una rovina dal fascino insuperabile, a Giuseppe Tomasi di Lampedusa, il quale nel romanzo Il Gattopardo rappresenta un mondo che oggi è visibile solo attraverso i suoi resti. Il terremoto del 1986 ha distrutto il Palazzo di Santa Margherita, dove si erano svolte le vicende dei protagonisti del romanzo di Lampedusa. Ciononostante è ancora possibile rivedere quei luoghi, resi imperituri dal racconto letterario, leggendo Il Gattopardo, il romanzo che nelle sue pagine aveva già annunciato come tutto sarebbe cambiato affinché tutto rimanesse come prima. E' l'arte che trova nella letteratura il suo completamento ideale.

Non si può del resto scrivere del libro di Woodward senza citare i nomi dei più importanti scrittori dell'Ottocento e del Novecento che hanno fondato sulla letteratura di viaggio la fortuna della propria carriera letteraria. Parliamo senz'altro di George Byron: ereditò un'abbazia duecentesca nei pressi di Nottingham e, a dispetto dei suoi viaggi in Grecia, furono le nebbie che avvolgevano quella diroccata abbazia inglese – ci racconta Woodward - a fare di lui un poeta.

Si sa inoltre che in molti si sono lasciati ispirare dal fascino evocato dalle rovine di monumenti più o meno noti, trasferendone le suggestioni e le emozioni nelle storie descritte dai rispettivi romanzi. Flaubert nel suo viaggio tra le piramidi, Goethe e Henry James al Colosseo, solo per citarne qualcuno.

Ha dunque un ruolo consolatorio il libro di Woodward, che in qualche modo indica la strada per una conservazione possibile. Fosse solo nella memoria letteraria che nessuna moda potrà mai polverizzare.